CAGLIARI, VENERDÌ 4 SETTEMBRE 2015 | NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE CRESIA

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È NOSTRO DOVERE DI LAICI CRISTIANI DARE SENSO E FORZA ALLA NOSTRA PRESENZA

Quale debba e possa essere lo spazio dei laici dentro la Chiesa, sia in generale, sia con riferimento alla situazione della nostra diocesi è un problema che da tempo ci poniamo e proponiamo ai nostri amici. È questo il tema di questa acuta riflessione dell’amico GABRIELE URAS che aggiunge ancora nuove sensibilità a quel nostro agire dicendo pressappoco questo: troviamoci tutti insieme, senza primogeniture né gerarchie, in una sorta di autoconvocazione che riporti tutti noi ad essere partecipanti attivi nella vita della nostra Chiesa. Perché non si fa un passo in questa direzione, perché non interpelliamo tutte le associazioni ed i movimenti del laicato diocesano? Può essere una mossa giusta: il tutto alla luce del sole e con l'essenziale contributo dell'autorità diocesana.    

di GABRIELE URAS - 19/07/2015

 

ENZO BIANCHI: NELL’ENCICLICA LA LEZIONE SINODALE DI PAPA FRANCESCO

Nel testo del documento “Laudato sì” si ritrova un autentico respiro cattolico, ecumenico e capace di riconoscere la ricerca e la sapienza delle genti della terra. Papa Francesco non poteva certo citare tutte le “sapienze” plurali e diverse dell’estremo oriente, ma l’inedita apertura a voci non cattoliche nel magistero alto di un’enciclica è avvenuta, segno di come oggi la Chiesa di questo papa metta in pratica quella ricerca comune e quell’ascolto che il concilio aveva indicato come uno dei “segni dei tempi”. Il Pontefice fa emergere due esigenze che possono essere ritenute gli assi portanti dell’enciclica: CONSAPEVOLEZZA E RESPONSABILITÀ. Consapevolezza della situazione-limite in cui i nostri comportamenti – individuali, collettivi, politici, economici – hanno condotto “nostra madre terra”; consapevolezza, anche, della spirale perversa avviata dalla “tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi”. E responsabilità: verso il bene comune, innanzitutto; verso le creazione che è stata affidata all’essere umano “perché la coltivasse e la custodisse”. Non quindi perché la dominasse da padrone assoluto, ma la gestisse da “amministratore responsabile”. Il commento che il Priore del Monastero di Bose, Enzo Banchi, ha fatto conoscere all’opinione pubblica lo potrete leggere integralmente cliccando sul titolo di quest’articolo.

di ENZO BIANCHI - 20/06/2015

 

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02/06/2015 dalle 09.30 - SERDIANA, COMUNITA'
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PER RAGIONI ORGANIZZATIVE L'APPUNTAMENTO  DI  MARTEDI' 2 GIUGNO A SERDIANA, PRESSO LA COMUNITA' LA COLLINA DI DON CANNAVERA, E' RINVIATO AD AD ALTRA DATA. SARA' NOSTRO IMPEGNO COMUNICARE PER TEMPO LA NUOVA DATA.


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